Uno Bravo!

Dario Criserà è un Attore. Uno di quelli capaci di raccontare, interpretare, emozionare, divertire, sorprendere, ammaliare, affabulare, appassionare con la sola Arte della Recitazione. Uno di quegli Attori che fanno proprio gli Attori di mestiere.

Uno di quelli che calcano i palcoscenici dopo aver passato settimane a provare.

Di quelli che al pomeriggio, il giorno dello spettacolo, si mettono lì, sul palco, a sistemare le luci, a "fare i puntamenti" col tecnico.

Uno di quelli che prima di andare in scena si "scaldano", gorgheggiano, respirano col diaframma, cambiano toni, volumi, personaggi solo con l'uso della voce.


Uno di quelli che fa i monologhi, quindi fa tutto da solo.

Uno di quelli che alla fine dici: " che BRAVO!"

Si.



Dario Criserà è uno Bravo! Per quello vale la pena andare a vederlo a Teatro. Per quello e perché STACCARSI dalla televisione e dai social una sera per andare ad emozionarsi dell'arte del RACCONTO (e anche per andare ad IMPARARE "cose") è un po' un DOVERE che abbiamo nei confronti delle vite che troppo spesso ci scordiamo di VIVERE per vegetare e imbruttirci!

Quindi?

Quindi sabato 5/2/22 venite al Teatro Cantelli a vedere e sentire Dario Criserà, uno Bravo.

(Il peggio che vi potrebbe capitare è di perdervi Achille Lauro che fa l'ennesima banalità di dubbio gusto spacciandola per Arte e facendovi scivolare sempre più in basso.)

Vi copioincollo qui una recensione dello spettacolo di Dario, anche solo per farvi capire di cosa tratta e che non sono solo io a pensare che ne valga la pena: " “Odissea, Non è obbligatorio essere eroi” riscrive in maniera comica il viaggio di Ulisse attraverso le isole del Mediterraneo, seguendo la fabula ma iniziando con Palamede e Menelao che lo convincono in maniera sbrigativa a partire: “se partiamo col fresco fra una settimana siamo a casa”. In realtà si verifica esattamente il contrario di quanto previsto e questo è il leit motiv della commedia in cui le previsioni non si realizzano mai, creando una sproporzione comica fra l’altezza dell’impresa e la reale volontà di Ulisse di parteciparvi: “io non ci volevo andare, glielo avevo detto che ci si poteva fare male”. Ulisse appare quindi come un eroe svogliato, che accampa scuse per non partire. Il grande eroe appare non solo come un uomo comune,ma un uomo comune ridicolmente infastidito da disturbi di poco conto che contrastano con le risorse che dovrebbero essere presenti “nell’uomo dal multiforme ingegno”. La discordanza tra uno stile moderno e un contenuto antico, e la contrapposizione tra la figura dell’eroe epico e quella dell’uomo, più reale, con tutti i suoi difetti rendono spassosa questa commedia: il teatro dunque può rendere divertente anche un poema epico senza apparire demenziale. E in effetti questo eroe svogliato che vaga tra isola e isola, a cui piace bere e andare a donne, che mira a sopravvivere con un certo opportunismo invece di mostrare epicamente tutto il suo valore, trasforma questo viaggio iniziato con l’idea di tornare “dopo una settimana” in un vero viaggio della vita. Il finale serio dello spettacolo ci comunica tutta l’importanza di viaggiare effettivamente per conoscere, per sperimentare, per crescere dentro, ed è questo il messaggio più profondo dell’Odissea."


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